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Venezia (Italia)

La Serenissima

Magnifica e fiera,
splendente nelle sue calli,
bagnata da cento canali
solcati dalle nere gondole
simbolo romantico dell’amore.
Per secoli fu la “Serenissima”,
temuta e riverita,
padrona delle rotte per l’oriente
per commerciare il sale e il vetro
in cambio delle spezie.
Mille anni durò il suo ordinamento.
Il Doge era il simbolo, la maestà dello stato;
indossava indumenti sfarzosi,
manti d’ermellino e monili d’oro e argento.
Da sempre, da  S.Stefano alla mezzanotte del martedì grasso,
la città si popola di uomini e donne,
di qualunque estrazione,
con il capo coperto dalla bàuta
il viso nascosto da bianche maschere
avvolti nei tipici tabarri.
Le maschere esprimono la volontà di trasgredire
le regole sociali,
di partecipare al gioco d’azzardo,
di amoreggiare senza impegni e di scherzare,
e questa voglia coinvolge tutti
dagli aristocratici ai popolani
dai morigerati ai libertini
in una sorta di febbre gioiosa.
Tutti, impegnati nel divertimento più sfrenato,
corrono per campi e calli e,
nell’ultimo giorno di carnevale,
in piazza S.Marco,
bruciano un fantoccio di paglia
che rappresenta la maschera di Pantalone
mentre intonano una marcia funebre che dice:
“El va! El va! El Carnevale el va !

Ninoelle